Un network permette sicuramente di ridurre i costi di allestimento e gestione
di uno spettacolo consentendo l'utilizzo di più consolle
di controllo contemporaneamente. Un esempio tipico è la preparazione
di una rappresentazione che richieda sia luci tradizionali che fari
motorizzati. Quando il light designer richiama le memorie, l'operatore
alla consolle le registra sul banco nel locale di regia luci, mentre le memorie
dei fari motorizzati, richiamate sempre dal light designer, vengono memorizzate
da un operatore su di una consolle specifica sempre collegata al sistema
principale sito nel locale della regia. Nello stesso tempo gli elettricisti
possono usare un dispositivo per regolare la posizione dei fari sul palco
senza interferire con la creazione delle memorie. Tutte queste
attività vengono controllate dal light designer in una sua postazione
dotata di monitor che visualizzino tutte le operazioni effettuate.
Se tutto questo deve essere effettuato contemporaneamente e dando anche la
possibilità di utilizzare le varie consolle e monitor nelle più
diverse postazioni e senza alcun vincolo, allora è indispensabile
realizzarlo in modo semplice ed economico connettendo tutto il sistema di
controllo luci in rete. Tutti i network per il controllo delle luci sono
comunemente basati sullo standard IEEE802.3 generalmente conosciuto come
Ethernet. E' indispensabile comunque ricordare che sebbene Ethernet
sia un protocollo di comunicazione normalmente utilizzato nelle reti di personal
computer, non è possibile inserire apparecchiature usate in altri
casi di reti Ethernet anche su reti network specifici per sistemi luce, il
protocollo di comunicazione è lo stesso, ma il linguaggio è
diverso. Un network luci è fondamentalmente formato da tre
componenti: i nodi sono apparecchi a se stanti forniti di connettori di entrata
e di uscita, mentre i transceiver sono normalmente integrati all'interno
della consolle collegabili in rete. Il cavo è il componente
del network che caratterizza il tipo di rete, che può essere
schematicamente classificato in questi quattro tipi: thin-net, thick-net,
coppia intrecciata e fibre ottiche. La scelta tra queste quattro
possibilità di rete è legata al tipo di apparecchiature da
collegare e alla loro disposizione all'interno del teatro.
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Thin-net
Il network minimo è quello basato sulla thin-net. In questo
caso lo sviluppo totale della rete non deve superare i 180 metri. A
questa rete è possibile collegare fino a un massimo di 30 apparecchi,
tra i quali vanno contati anche i ripetitori e i concentratori. La
thin-net è sicuramente la soluzione più economica anche
perché utilizza un cavo coassiale tipo Belden9907 e connettori BNC.
Le apparecchiature sono collegate direttamente alla rete con connettori BNC
a "T" e devono esserci almeno 50 centimetri di cavo tra due
apparecchiature. Ogni segmento di rete thin-net deve essere terminato
a entrambe le estremità con resistenze da 50ohm, delle quali una deve
essere collegata a terra.
| Esempio di
network thin-net |
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Thin-net avanzata
Nel caso di installazioni permanenti può essere preferibile non volere
collegare direttamente le apparecchiature alla rete, ma avere delle prese
a muro che comprendano connettori e resistenze di terminazione alle quali
collegarsi con un cavo volante tipo Belden222675. In questo caso si
eliminano i problemi dovuti al collegamento della rete con connettori e
resistenze per le terminazioni, mentre si deve considerare nella lunghezza
totale anche il doppio della lunghezza dei cavi volanti.
Thick-net
Quando la lunghezza complessiva della rete supera i 180 metri, ma non raggiunge
i 450 metri, si utilizza la thick-net, molto simile alla thin-net tranne
che per il cavo coassiale più spesso e rigido (tipo Belden9880) e
quindi più difficile (e costoso) da installare. Per il collegamento
delle apparecchiature sulla rete vengono usati transceiver con prese tipo
DB15 alle quali si allacciano le apparecchiature tramite cavi volanti tipo
Belden49780 o 49781. Il limite di lunghezza del cavo volante è
in questo caso di 45 metri ogni segmento di thick-net supporta fino a 100
transceiver, ma dato che i transceiver possono essere a 1, 2 o 4 porte, il
massimo di apparecchi collegati può arrivare fino a 400.
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Coppia intrecciata
Nel caso di un installazione non fissa o quando il fattore costo è
critico, si può adattare la soluzione a coppia intrecciata.
Questo network è conformata a stella e al centro c'è un
concentratore che viene collegato a otto o dodici prese a parete tramite
un cavo a coppia intrecciata tipo Belden1583A, il cavo a coppia intrecciata
viene connesso al concentratore che si usa per i cavi volanti tra la presa
a parete e l'apparecchiatura. I vantaggi di questa soluzione sono
sicuramente il costo limitato e la facilità di individuare un guasto
in quanto ogni ramo si collega direttamente al concentratore, mentre lo
svantaggio è il numero limitato di apparecchiature collegabili (8
o 12 a seconda del concentratore) e la lunghezza massima di 100 metri tra
il concentratore e l'apparecchiatura.
| Esempio di
network coppia intrecciata |
Fibre ottiche
Quando la lunghezza del cavo supera i 450 metri si utilizzano le fibre ottiche
che possono avere segmenti lunghi fino a tre chilometri. Queste
installazioni riguardano normalmente grandi teatri nei quali il network deve
collegare tra loro diversi edifici. Lo svantaggio principale di questa
rete è sicuramente il costo elevato sia del cavo sia dei tecnici
qualificati indispensabili per l'installazione. I vantaggi sono invece
numerosi, a cominciare dall'isolamento elettrico elevatissimo che la protegge
dalle scariche atmosferiche. Il sistema a fibre ottiche è
normalmente utilizzato in abbinamento a network con cavi di altro tipo, spesso
un segmento a fibra ottica (tipo Belden227302) collega tra loro due concentratori
che a loro volta sono il punto centrale di reti a coppia incrociata.
| Esempio di
network coppia intrecciata/fibra ottica |
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Soluzioni miste
In molti casi la soluzione migliore non consiste in un unico segmento di
network, ma diversi segmenti di tipi di reti anche diverse. In questi
casi si utilizzano i ripetitori e i concentratori. I ripetitori consentono
di aumentare la lunghezza complessiva del network, mentre i concentratori
sono sostanzialmente dei ripetitori che consentono di collegare tra loro
più di due segmenti di rete. Dato che questi dispositivi sono
elettronicamente attivi, necessitano di una alimentazione e nel caso di guasto
restano isolati tutti i segmenti che devono dipendere da loro per la
comunicazione. Tutti i tipi di network possono venire combinati in
innumerevoli configurazioni purché vengano rispettate le regole
IEEE802.3. Tutte le norme sulle connessioni Ethernet possono venire
riassunte nella regola chiamata 5-4-3 che dice: non possono esserci più
di 5 segmenti tra due dispositivi più lontani, non possono esserci
più di 4 ripetitori o concentratori tra i due dispositivi più
lontani, non possono esserci più di 3 segmenti popolati (segmenti
sui quali sono collegati dispositivi) in ogni rete.
| Esempio di
corretta applicazione della regola 5-4-3 |
Fonte rivista BackStage