FLUSSO LUMINOSO
Pubblicato: Venerdì, 15 febbraio @ 10:26:04 CET
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La fotometria è la disciplina applicativa che studia metodi
di misurazione della luce. Data
una sorgente di luce artificiale, il flusso luminoso da essa generato è
definito come la quantità di energia luminosa emessa nell'unità
di tempo. Il flusso è la traduzione in termini di emissione
di una potenza a conferma della natura energetica della luce. Quando
riforniamo di energia termica elettrica cinetica ecc., un qualunque dispositivo
che sia in grado di trasformare l'energia assorbita in energia luminosa
cioè in radiazioni elettromagnetiche continue nella banda spettrale
del visibile, ricaviamo un flusso luminoso nel rispetto del primo principio
della termodinamica o principio di conservazione dell'energia, potremmo adottare
direttamente i Watt di potenza assorbita, per misurare il flusso luminoso,
sappiamo però da esperimenti fatti che la sensibilità del nostro
organo visivo alle radiazioni, non è la stessa per tutte le loro frequenze
e le loro lunghezze d'onda. L'occhio umano risponde alle sollecitazioni,
provocate da radiazioni le cui lunghezze dell'onda elettromagnetica sono
compresi in un ristretto intervallo, con una catena di impulsi nervosi di
massima intensità. Essa
decresce man mano che ci si allontana da quell'intervallo, non sarebbe corretto
e realistico perciò considerare tutta uguale la potenza emessa per
ogni lunghezza d'onda occorre tenere presente che un flusso luminoso è
tale perché stimola un apparato visivo che possiede le sue regole,
le sue modalità di ricezione energetica e non un semplice fedele e
neutrale strumento di registrazione dei segnali luminosi. Una parte
del flusso è, potremmo dire più preziosa per l'occhio ed è
per questa ragione che nel calcolo del flusso luminoso generato da una sorgente
si tiene conto della caratteristica sensibilità dell'occhio umano,
a tale scopo è stata studiata accuratamente la risposta dell'organo
alle radiazioni di varie lunghezze d'onda e si è scoperto che
allorché la visione avviene in condizioni di luce diurna (visione
fotopica) la sensibilità si registra per lunghezza d'onda = 555 nanometri,
si è ovviamente constato che non tutti gli individui sottoposti a
prova mostravano la stessa sensibilità e in sede CIE si è pertanto
giunti a codificare un occhio medio internazionale avente una sensibilità
media convenzionale risultato di una elaborazione statistica compiuta sulla
scorta di rilievi condotti su un gran numero di esperienze
campione.
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