TEMPERATURA COLORE
Pubblicato: Venerdì, 15 febbraio @ 10:23:47 CET
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La diffusa consapevolezza che la luce artificiale, condiziona i processi della percezione visiva, ha indotto le principali case
produttrici di lampade ad elevare il livello qualitativo dell'emissione luminosa
nella ricerca delle soluzione più adatte ad ogni problema di illuminazione.
 Allo scopo di stimare convenientemente la qualità
della luce ci si avvale di alcune grandezze che rendono conto del suo contenuto
cromatico.Ogni fonte luminosa, sia essa di natura
solida o aeriforme, genera radiazioni elettromagnetiche visibili comprese
entro l'intervallo di Lunghezza d'onda da 380 a 780nm.
La ripartizione delle radiazioni nella banda spettrale del visibile determina
il colore della luce, o meglio la sua tonalità di colore.
Secondo una convenzione internazionale stabilita dalla CIE, la tonalità
di colore della luce si esprime con metodo diretto, per confronto, attraverso
una grandezza termica, cioè la temperatura assoluta, espressa in gradi
Kelvin (K), di un corpo nero che irradia luce con la stessa tonalità
di colore della luce emessa dalla sorgente in esame. Tale temperatura
di riferimento è chiamata temperatura di colore. Dire che una
lampada ha una temperatura di colore di 3000 K significa che la luce da essa
prodotta ha la stessa tonalità di quella generata dal corpo nero portato
alla temperatura di riferimento di 3000 K. La definizione è
sufficientemente appropriata quando si analizza la tonalità della
luce scaturita da un corpo solido che, al pari del corpo nero, ha uno spettro
di emissione continuo. Nel caso della lampada con filamento incandescente
di tungsteno la temperatura necessaria per eguagliare la tonalità
del corpo nero è superiore. All'identità delle
tonalità delle due emissioni non corrisponde la stessa distribuzione
delle Lunghezze d'onda. Da ciò si comprende come la
temperatura di colore possa definire la tonalità solo in modo
approssimativo, come un effetto cromatico più che come un'identità
cromatica.
 Quando si esamina poi la tonalità di una lampada a scarica
che - come sappiamo - ha uno spettro discontinuo , o comunque con marcate
disuniformità tra le Lunghezze d'onda il paragone col
corpo nero perde di legittimità. E' consuetudine, tuttavia,
parlare ancora di temperatura di colore, eventualmente con l'aggettivazione
di temperatura correlata, riferendosi alla temperatura del corpo nero
che produce un risultato cromatico quanto più vicino a quello della
sorgente a scarica. Si tenga infine presente che la grandezza termica
descrive unicamente e in modo sommario la tonalità di colore
dell'emissione luminosa e non la sua resa cromatica, cioè la
proprietà di restituire fedelmente, per riflessione, i colori degli
oggetti illuminati. Nella tabella sono raccolti i valori delle temperature
di colore per alcune sorgenti di luce naturale ed artificiale.
Sorgenti |
Temperature di colore |
| Cielo sereno |
20000 - 15000 |
| Cielo coperto |
15000 - 5000 |
| Sole a mezzogiorno |
5250 |
| Sole all'alba |
1600 |
| Lampada a incandescenza |
3000 - 2400 |
| Lampade fluorescenti |
6500 - 2900 |
| Candele steariche |
1900 - 1800 |
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Tabella di equivalenza temperatura/colore indicata in gradi assoluti
(gradi Kelvin). Per averle in gradi centigradi occorre sottrarre 273 al numero
letto.
Es. 2.000 gradi Kelvin corrispondono a 1.727 gradi centigradi. |
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