Il mondo dei colori
Il colore è una sensazione provocata dalla luce che colpisce la retina
dell'occhio. Provate a fare questo esperimento: fate passare un fascio
di luce bianca attraverso un prisma di vetro e vedrete che la luce verrà
scomposta in un ventaglio di colori che costituiscono lo spettro solare,
cioè i colori dell'iride. Ogni superficie assorbe la luce e
ne riflette solo una parte. Partendo dai tre colori fondamentali,
altrimenti detti primari, si può combinare praticamente qualsiasi
tinta. I colori che si ottengono mescolando tra loro due primari vengono
definiti secondari, se si mescolano colori secondari e primari si ottengono
i colori terziari. I colori dell'iride e tutte le sfumature dello spettro
sono colori puri, perché non contengono né il bianco né
il nero. I colori primari
Il giallo, il blu e il rosso sono i colori primari (in luce i colori primari
sono il rosso, il blu e il verde), così denominati perché
non si possono ottenere mescolando altri colori . In teoria, dalla
combinazione di questi colori si ottengono tutti gli altri e in tutte le
sfumature. Un'operazione del genere, però, è laboriosa,
perciò conviene partire con qualche colore in più, usando quelli
già preparati.
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Il disco di Newton
Questo disco cromatico può essere utile per comprendere i rapporti
tra i colori primari e quelli secondari.
Il fisico e matematico Inglese Isaac Newton con un esperimento dimostrò
che un sottile raggio di luce bianca, allorché attraversa un prisma
triangolare di vetro, si decompone producendo la gamma dei colori
dell'arcobaleno. Da questo esperimento deriva il cosiddetto disco di
Newton che presenta i colori primari e secondari disposti in modo di passare
da un primario all'altro attraverso le diverse combinazioni che da questi
si ottengono. Un disco cromatico è il sistema più facile
per capire come i colori interagiscono tra loro. La posizione dei colori
sul disco mostra se questi sono assortiti armoniosamente (se sfumano l'uno
nell'altro) o se contrastano (diametralmente opposti).
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L'armonia
Un insieme di colori può essere definito armonico quando è
ben assortito, cioè quando nessuna delle singole tinte è
predominante o stona accanto alle altre. Il modo più semplice
per creare un insieme armonioso è combinare tra loro colori che siano
contigui nel disco cromatico; per esempio il verde, il turchese e il blu
creano insieme un bellissimo insieme freddo e armonico, mentre il giallo,
l'arancio e il rosso danno una combinazione calda e vivace.
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I colori complementari
I colori in posizione opposta sul disco cromatico sono detti complementari
e sono: l'arancio e il blu, il giallo e il violetto, il rosso e il verde.
Ogni coppia offre il massimo contrasto raggiungibile perché ciascun
colore non contiene traccia dell'altro. Per chi vuole dipingere su
seta, questo punto della teoria cromatica è estremamente utile.
Le combinazioni di colori complementari sono molto più interessanti
di quelle ottenute con i colori armonici, e possono creare degli effetti
davvero fantastici. L'importante è assicurarsi che i colori
siano usati nelle giuste proporzioni. Se si distribuiscono dei colori
complementari nelle medesime quantità si otterrà uno sgradevole
effetto stridente, se invece si farà un impiego maggiore di un colore
e minore del suo complementare, questo ne risulterà esaltato.
Per esempio un geranio rosso su uno sfondo di foglie verdi è quanto
più di vivido e brillante si possa ottenere.
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I colori secondari
I colori secondari sono quelli ottenuti mescolando due colori primari: il
giallo e il rosso danno l'arancio; il giallo e il blu il verde; il blu e
il rosso il violetto. I fisici che lavorano sui raggi luminosi considerano,
tuttavia, il verde come un colore primario. I colori primari e i secondari
sono i componenti principali dello spettro solare.
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I colori terziari
I colori terziari sono mescolanze di colori primari e secondari: giallo-verde,
blu-verde, blu-violetto, giallo-arancio, rosso-arancio. Il rosso, il
giallo, l'arancio si chiamano colori caldi; il blu, il verde, il violetto
sono colori freddi.
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I colori caldi e freddi
I colori hanno un effetto psicologico; su questa base e per convenzione si
distinguono i colori caldi e i colori freddi. Dividendo virtualmente
a metà il disco cromatico con una linea retta che colleghi il giallo
e il violetto si avranno da una parte i colori considerati caldi, e cioè
tutti i rossi, i gialli, e le loro combinazioni; e dall'altra quelli considerati
freddi, e cioè i verdi e i blu fino all'indaco. I colori caldi sono
vistosi e generalmente tendono a predominare sugli altri, quelli freddi invece
tendono a confondersi e a dare l'impressione di essere sfumati. Per
esempio se accostate un quadretto rosso vivo a uno verde, noterete che quello
rosso sarà estremamente evidente mentre il verde suggerirà
profondità. Per usare insieme i colori freddi e quelli caldi
e ottenere un buon risultato bisognerà tener conto di queste
caratteristiche: ciò vuol dire che i due gruppi devono essere ben
equilibrati. Degli effetti molto belli si ottengono anche usando
esclusivamente e separatamente colori freddi o caldi.
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I colori discordanti
Il disco cromatico è estremamente utile non solo perché consente
la scelta di colori armoniosi, ma anche perché indica la possibilità
di combinazioni diverse e più originali. Il nostro occhio è
preparato a vedere i colori nella successione logica che il disco presenta,
per esempio trova normale che da un rosso si passi all'arancio, ma non avrebbe
la medesima reazione di fronte all'accostamento di rosa e arancio.
La stessa discordanza si ha sovvertendo l'origine logico delle tonalità
dei colori complementari; per esempio ci si aspetta che il viola sia più
scuro del giallo e il loro abbinamento può funzionare e risultare
piacevole; se, però, all'arancio si accosta il blu chiaro al posto
di quello scuro l'effetto è indubbiamente sgradevole. Tuttavia
anche con i colori discordanti, se usati naturalmente nelle proporzioni giuste,
si possono ottenere combinazioni cromatiche molto interessanti e originali.
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I toni
Ogni colore può avere una vasta gamma di toni. Il tono corrisponde
al posto che una tinta occupa in una scala di grigi, dal chiarissimo al quasi
nero. Per stabilire il tono di un colore, immaginate di fotografarlo
in bianco e nero: apparirà come una sfumatura di grigio e più
vicina questa sarà al bianco più il tono sarà da
considerarsi chiaro. Si dice che due colori hanno lo stesso tono quando
sono ugualmente scuri o chiari. Per conferire profondità e interesse
a un disegno si deve prevedere un giusto equilibrio dei toni.
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Le sfumature
Le sfumature sono variazioni graduali dell'intensità di uno stesso
colore. Tutti i colori del disco cromatico possono essere scuriti o
chiariti con l'aggiunta rispettivamente del nero o del bianco; per esempio,
il rosso mescolato a quantità crescenti di bianco sfumerà
gradatamente nel rosa chiaro; con lo stesso procedimento, ma aggiungendo
il nero, si avranno sfumature fino al bruno.
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I neutri
I colori neutri sono molto usati, sia da soli , sia per far risaltare un
colore brillante. I neutri, che includono il grigio, il beige
e alcuni bruni, possono essere mescolati a tutti i colori primari e
secondari. Il grigio è il più sfruttato e si può
ottenere in vari modi, il più semplice è la mescolanza di bianco
e nero. Un altro metodo è la mescolanza dei tre colori primari, il
giallo, il rosso e il blu; i grigi che vi presentiamo qui sopra ne sono un
esempio. Questa mescolanza consente, inoltre, la creazione di grigi
con una leggerissima colorazione primaria. Ciò si ottiene regolando
le proporzioni dei colori primari che si mescolano: se predomina il giallo,
si ottiene un grigio giallastro; se predomina il rosso, il grigio è
appena rosato; con il blu il grigio prodotto ha una sfumatura azzurrata.
Un impiego sapiente di queste mescolanze permette la creazione di splendide
fantasie monocrome tutte giocate sulle variazioni del grigio.