Fino a qualche anno fa c'era una proliferazione di sistemi di controllo
progettati dalle aziende produttrici; il più diffuso era il controllo
analogico lineare: con questo sistema ogni singolo dimmer richiedeva un controllo
con un conduttore proveniente dalla console. Per esempio, una console
a 48 canali doveva avere un connettore o più connettori multipolari
con un minimo complessivo di 48 contatti, oltre al comune generatore
(massa). Ovviamente più aumentava il numero di canali, e più
aumentava il numero dei contatti e dei connettori, i cavi e i connettori
multipolari erano costosi, ingombranti e pesanti, i guasti erano frequenti
e l'incompatibilità garantita. Ogni azienda utilizzava connettori
diversi e identificazione dei pin differente, e se questo non bastasse le
tensioni e le correnti di controllo erano diverse e spesso con polarità
differenti. Con l'avvento delle console a memorie basate su
microprocessori, il collegamento tra esse e i dimmer raramente era digitale,
tutti i dimmer erano analogici e si preferiva distribuire i segnali attraverso
dei connettori multipolari. Alcune aziende all'avanguardia iniziarono
a impiegare sistemi di trasmissione più efficienti, come il multiplex
analogico o il digitale; questo creava ancora più confusione perché
oltre alle incompatibilità storiche se ne creavano altre nuove: si
trattava di protocolli proprietari, non compatibili tra loro, e nessuna delle
aziende concorrenti si sognava di utilizzare quello dell'altra per non favorirla.
Il DMX512
Il DMX512 fu sviluppato nel 1986 su commissione della USITT (Istituto Americano
delle Tecnologie Teatrali) per rendere standard ed efficiente il sistema
di comunicazione tra console e dimmer. Il DMX512 è un protocollo
di trasmissione dati che si avvale dello standard internazionale EIA RS485;
questa definizione riguarda non tanto il tipo di dati trasmessi, ma l'hardware,
in altre parole i circuiti utilizzati per la trasmissione e la ricezione,
le caratteristiche elettriche ecc. L' RS485 trova impiego in tutte
quelle applicazioni dove si richiede una trasmissione seriale affidabile
e semplice, la stessa è molto utilizzata nell'industria, nell'automazione
e nel collegamento di computer. A differenza della più conosciuta
RS232, la RS485 permette di coprire distanze superiori. La RS485
trasferisce le informazioni attraverso una coppia di conduttori e non attraverso
un singolo conduttore; il segnale presente sulla coppia di fili è
paragonabile a quello dei microfoni audio, definito "bilanciato", ovvero
costituito da due conduttori oltre al collegamento di massa. La definizione
corretta di questo tipo di linea è differenziale. La
caratteristica principale è l'elevata immunità ai disturbi
elettrici ed elettromagnetici di modo comune (riferiti a massa). Questo
si deve alle caratteristiche intrinseche degli amplificatori differenziali,
dispositivi che, sia nelle applicazioni analogiche che in quelle digitali,
eliminano tutti i segnali non desiderati di segno uguale presenti
contemporaneamente nei due conduttori, mentre amplificano quelli differenziali
(di polarità opposta). Il segnale che a noi interessa è
quello relativo ai livelli dei dimmer e degli altri dispositivi collegati
alla linea; questi segnali sono trasmessi volutamente in modo differenziale
e sono quindi amplificati senza che vi si aggiunge il rumore (disturbi elettrici
ed elettromagnetici), che generalmente è di modo comune (della stessa
polarità rispetto a massa). Gli amplificatori differenziali
utilizzati attualmente nel DMX512 sono in realtà dei piccoli circuiti
integrati e vengono definiti Line Driver quello trasmittente,
installato nella console, e Line Receiver quello ricevente
installato sui dimmer o sul decoder.
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Cavi
Il DMX512 utilizza un cavo a due conduttori definito in inglese twisted
pair (coppia attorcigliata). Come già descritto precedentemente,
se i segnali trasmessi sono differenziali (di polarità opposta), tale
coppia aumenta notevolmente l'immunità ai disturbi. La scelta
del cavo non deve essere trascurata; ne esistono in commercio vari tipi
differenti in dimensioni generali, in sezione, in isolamento e in rivestimento
esterno. Per le applicazioni live è consigliabile l'utilizzo
di un cavo con una guaina robusta ma abbastanza morbida, mentre per le
installazioni fisse è possibile utilizzare anche un cavo un po' rigido,
l'importante è che corrisponda alle caratteristiche richieste dallo
standard EIA RS485. Il cavo di una coppia deve possedere: una bassa
capacità per metro, un impedenza tra 100 e 150 ohm, una schermata
esterna con calza metallica integrale, una schermatura interna con foglio
in mylar e una sezione minima di 24AWG (Æ 0,5
mm). Tendenzialmente questo gruppo di linea è abbastanza
immune ai disturbi, molti utilizzatori ritengono che vada bene anche con
un cavo microfonico, ma questo non è vero! La linea DMX può
funzionare bene addirittura con un doppino telefonico non schermato, ma questo
non garantisce che non possa smettere di funzionare in qualsiasi momento.
Quelle installazioni o quelle situazioni dove dei cavi non idonei continuano
a funzionare da anni possono e sicuramente daranno dei problemi quando meno
ce lo si aspetta, allora ci si renderà conto che il cavo omologato
copre tutte le possibili cause di interferenza che possono verificarsi anche
saltuariamente e non solo in determinate circostanze, mentre un cavo non
idoneo No.
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Connettori
Fig.1- Connessioni in XLR per DMX512 |
Il DMX512 impiega connettori XLR a 5 pin, normalmente vengono utilizzate
solo i pin 1, 2 e 3, le connessioni sono estremamente semplici. Il
maschio e la femmina sono connessi pin to pin (il pin 1 del maschio
al pin 1 della femmina ecc.); la calza schermata va collegata ai pin 1 e
mai alla carcassa metallica del connettore, in quanto questo unificherebbe
la massa tecnica e la terra, con la possibilità di creare un anello
che potrebbe pregiudicare il corretto funzionamento del sistema. Senza
entrare nel merito dei fenomeni causati dalla errata messa a terra della
calza schermata del cavo di trasmissioni dati, è però importante
sapere che l'eventuale messa a terra di questo conduttore va fatta in un
unico punto di tutto il sistema, e normalmente si fa solo nelle istallazioni
fisse. Generalmente gli anelli si creano quando i dimmer e la console
sono messi a terra in due punti diversi, per esempio collegando la console
a un dispersore diverso da quello usato per la terra dei dimmer. Alcune
volte tra due terre diverse ci può essere una differenza di
potenziale; in questo caso ci troveremmo a far scorrere una corrente
attraverso il cavo schermato dei dati che unirebbe la terra dei dimmer a
quella della console. Per questo l'eventuale messa a terra della massa
tecnica di un impianto va effettuato in un unico punto con un collegamento
a stella. In ogni caso l'inconveniente delle correnti che possono
attraversare il cavo di controllo è praticamente eliminato
dall'utilizzo di fotoaccoppiatori che sono oramai installati in quasi tutti
gli apparecchi. Il fotoaccoppiatore è un dispositivo che viene
normalmente incluso all'interno dei dimmer digitali, allo scanner o al decoder
digitale/analogico, e permette di accoppiare i segnali DMX provenienti dalla
console allo stesso dimmer senza che vi sia alcun contatto elettrico tra
le parti. Questo accorgimento permette di collegare più apparecchi
riceventi (dimmer, decoder, scanner, motorizzati ecc.) senza che vi sia un
contatto elettrico tra essi, e di conseguenza senza che possano avvenire
fenomeni di interferenza, con possibile cattivo funzionamento del sistema.
L'isolamento galvanico è ottenuto da un fotoaccoppiatore che, interposto
tra la linea esterna e i circuiti interni dell'apparecchio, permette attraverso
la traslazione ottica (led+fototransistor) di trasferire le informazioni
senza che i circuiti esterni vengano a contatto. Questo accorgimento
è oramai adottato da quasi tutti i costruttori, anche se è
ancora possibile trovare alcuni apparecchi che non hanno questa caratteristica;
normalmente si tratta di apparecchiature di basso costo e di livello non
professionale, consigliamo di informarsi sulle caratteristiche di isolamento
galvanico prima dell'acquisto di uno scanner o di un dimmer.
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Principi di funzionamento
Questo non vuole essere un trattato sul funzionamento del DMX512 e, quindi,
saranno introdotti solo i principi di massima, per chi volesse approfondire
ci sono molti testi in inglese. Abbiamo detto che l' RS485 è
uno standard fisico di comunicazione, il DMX invece è un protocollo
di comunicazione che utilizza l' RS485 come standard fisico. Lo sviluppo
del software per il suo utilizzo è compito dei costruttori.
La USITT oltre ai parametri del protocollo fornisce anche indicazioni e
raccomandazioni sul software. Il DMX512 utilizza una trasmissione asincrona
dei dati a 250Kb al secondo, questo significa che i segnali del trasmettitore
(la console) e del ricevitore non sono in sincronia, ma che i ricevitori
(dimmer, scanner, motorizzati o decoder) si sincronizzano al segnale della
console ogni volta che questo invia un determinato messaggio.
Sostanzialmente è il trasmettitore che fornisce al ricevitore o ai
ricevitori i segnali per sincronizzarsi. I livelli relativi ai canali,
siano essi dimmer o altro, vengono trasmessi dalla console in modo seriale,
quindi in rapida sequenza uno dopo l'altro; i ricevitori (dimmer) sono in
grado di memorizzare l'informazione a essi destinata e attendere che vengano
inviate le informazioni relative agli altri 511 canali. Quando la console
ha inviato le informazioni a tutti i 512 dimmer viene trasmesso il segnale
che informa che tra poco avverrà la trasmissione del canale 1 e il
ciclo riparte; il tempo impiegato dal DMX512 per il rinfresco di tutti i
512 canali è di circa 22ms, un tempo quindi decisamente breve che
permette qualsiasi variazione di stato luminoso senza che sia avvertibile
un ritardo.
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Distanze
Il DMX512 può arrivare a 500m di distanza; considerando che queste
caratteristiche della linea RS485 sono fornite in condizioni di lavoro ideali,
e considerando la quantità variabile di dimmer o altro collegati (massimo
32), chi scrive consiglia di non superare i 250 metri, che normalmente sono
sufficienti per qualsiasi spettacolo. Ovviamente queste distanze possono
essere aumentate se necessario, ma in tal caso si devono utilizzare buffer
o splitter.
Terminazioni
Fig.2-L'ultimo anello della catena va sempre "terminato"
con una resistenza da 120ohm-1/4W. |
L'errata terminazione della linea DMX è spesso la causa più
comune del cattivo funzionamento di tutto il sistema: è molto importante
inserire una resistenza di terminazione della linea all'ultimo apparecchio
che compone la catena, senza questa terminazione la trasmissione può
essere instabile e provocare degli inconvenienti. La terminazione consiste
in una resistenza da 120 ohm e 0,25W posta tra i pin 2 e 3 dell'ultimo connettore
femmina disponibile per l'impianto (quello dell'ultimo dimmer o dell'ultimo
scanner). Il sistema più pratico consiste in un connettore XLR
maschio con all'interno la resistenza da 120 ohm. Questo "tappo" di terminazione
può facilmente essere autocostruito. Molti dimmer e parecchi
scanner hanno già un sistema di terminazione con un piccolo interruttore
in prossimità del connettore DMX. E' importante ricordare che
la terminazione va effettuata solo all'ultimo dispositivo della catena.
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Splitter e Buffer
| Fig.3-La distribuzione del segnale di controllo va
sempre effettuata con gli "splitter". |
Nella stesura dei cavi DMX la diramazione ad Y sono vietate ed estremamente
pericolose, perché degradano notevolmente la qualità del segnale
e rendono poco stabile la trasmissione; per effettuare una diramazione ad
Y è necessario utilizzare uno splitter. Gli splitter sono degli
amplificatori multipli che permettono di effettuare diramazioni ad Y anche
a più uscite, inoltre ricondizionano il segnale permettendo di prolungare
la distanza di utilizzo. I buffer hanno un'entrata e un'uscita, e la
loro funzione è quella di amplificare e condizionare il segnale per
permettere un prolungamento della distanza di utilizzo, senza la
possibilità di collegamenti Y. Gli splitter e i buffer possono
essere opto isolati o no, quelli opto isolati sono sicuramente da preferire
perché oltre alle caratteristiche proprie già descritte permettono
anche di risolvere il problema relativo a eventuali malfunzionamenti causati
da indesiderati anelli di terra, addirittura sono spesso utilizzati proprio
per isolare due o più linee tra loro.
| Fig.4-Su linee molto lunghe si usano i buffer per
amplificare e ricondizionare il segnale di controllo. |
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DMX 1990
Nel 1990 la USITT fece un aggiustamento su un parametro di trasmissione del
protocollo DMX in quanto alcuni apparecchi non erano in grado di funzionare
correttamente. Esistono per questi degli adattatori di protocollo da
interporre sulla linea DMX. Nel 1986 sembrava veramente impossibile
che 512 canali potessero essere insufficienti per uno spettacolo, ma con
l'avvento delle tecnologie di automazione e, quindi, con l'utilizzo di scanner
e motorizzati, il numero di circuiti impegnati è aumentata
esponenzialmente, basti pensare che uno scanner può impiegare anche
30 canali. Se è vero quindi che il DMX è ancora più
che sufficiente per i dimmer, è anche vero che lo è sempre
meno per gli scanner. Il DMX 512 utilizza un protocollo a 8 bit; questo
permette di ottenere una risoluzione di 256 punti, sicuramente sufficiente
per il fader di un dimmer ma insufficiente alla risoluzione di 360°
di un motorizzato. Per aumentare questa risoluzione molti motorizzati
e scanner utilizzano due canali adiacenti, questo riduce il numero di canali
totali.
La Rete Ethernet
Fu progettata da Robert Metcalfe nel 1972
nei laboratori Xerox di Palo Alto.
nel 1980 un consorsio formato da Digital Intel e Xerox
pubblicò le specifiche della prima rete Ethernet,
basata su cavi coassiali rigidi e spessi 1 centimetro
Nel 1990 fece la sua comparsa lo Standard 802.3a
che utilizza il doppino di ritorno e la tipologia di rete a stella
prevedendo l'uso di un Hub o concentratore nel centro stella.
Attualmente alcune aziende hanno iniziato a utilizzare la rete
Ethernet per la distribuzione dei segnali relative a tutte le periferiche
utilizzabili in uno spettacolo. La rete Ethernet è la più diffusa
rete LAN (local area network) esistente al mondo, si consideri che il DMX
trasferisce le informazioni alla velocità di 250Kb al secondo(250.000
bit al secondo) mentre il sistema Ethernet funziona a 10Mb al secondo (10.000.000
di bit al secondo) o 100Mb (Fast Ethernet). La rete Ethernet utilizza
un unico cavo di collegamento per tutti i dispositivi del sistema, questo
permette una grande flessibilità di utilizzo e una notevole riduzione
di cavi di controllo. Queste sono le caratteristiche principali;
velocità di trasmissione elevata 10Mbs e 100Mbs; bidirezionale; cavi
economici; connettori economici; lunghe distanze percorribili; alta
immunità ai disturbi; espandibilità e due tipi di connessione:
10BASET e 10BASE2. Alcune aziende lo hanno già implementato
sulle proprie console, ma non è stato ancora deciso uno standard come
per il DMX512. Tra qualche anno dovremmo avere un protocollo standard
anche per questo sistema di comunicazione.
Comunicazione dati BI-Direzionale
Esiste un'organizzazione che provvede a redarre i protocolli di comunicazione DMX 512
e che negli ultimi anni hanno subìto piccole variazioni.
DMX 512 fu compilato da USITT.
Dopo ciò implementato da ESTA
altra organizzazione che detiene a tutt'oggi lo standard DMX 512.
ESTA ha implementato, specifiche di un protocollo di comunicazione dati
BI-Direzionale
che "gira" su DMX 512 che si chiama RDM (remote device management).
A tutt'oggi il sistema non è ancora in uso
in quanto lo standard RDM non è ancora stato rilasciato.
Operativamente il sistema prevede la presenza nel seriale DMX
di un device che consente di interpretare i dati in ingresso e in uscita dai proiettori
che a loro volta debbono rispondere
agli stessi requisiti di trasmissione dati con protocollo RDM.
Il sistema prevede comunque il controllo "misto"
cioè di proiettori (solo DMX512)
e proiettori RDM.
Sistema di trasmissione Dmx su rete elettrica di alimentazione.
Il brevetto originale della dAFTdATA lavora
modulando il segnale DMX direttamente sulla rete elettrica di alimentazione
eliminando la necessità di cavi aggiuntivi per il controllo dei sistemi di luci.
Ogni unità lavora sia come trasmettitore che come ricevitore,
effettuando la conversione da DMX a Ethernet/mDMX
o decodificando il segnale da Ethernet/mDMX a DMX.
Nella modalità Ethernet il sistema lavora
sia con il supporto Artet che Wendi
ed è possibile portare il segnale su lunghezze fino a 400 metri.
per gentile concessione di Guido Orlandi-fonte rivista BackStage