La prevenzione dei rischi è prerogativa irrinunciabile e
obbligatoria. Anche se quello di incendio è sicuramente
il rischio di maggior rilevanza nel caso degli eventi Live, non bisogna
dimenticare che il concetto di prevenzione è un concetto ampio che
coinvolge anche altri aspetti della sicurezza, ispirandosi alle direttive
metodologiche recentemente introdotte nell'ambito delle attività
permanenti, possiamo applicare anche agli eventi temporanei un metodo che
contempli come fase preliminare la valutazione del Rischio. E' ormai
dato per assodato che il rischio è una funzione direttamente correlata
alla Frequenza e alla Magnitudo (o gravità dell'eventuale sinistro
(R=FXM); poiché la frequenza dipende dalle azioni di prevenzione,
mentre la Magnitudo (o gravità delle conseguenze) dipende dalle azioni
di difesa e protezione, nel caso delle attività permanenti la
pianificazione privilegia le azioni di tipo preventivo, non ultima la formazione
degli addetti. Un evento Live ha una durata nel tempo molto limitata
e una altrettanto elevata concentrazione di fattori di rischio, come per
esempio il notevole affollamento, la provvisorietà delle strutture
e la complessità degli impianti tecnici, l'approccio più efficace
risulta pertanto quello basato sul perfezionamento delle azioni di protezione
e difesa, almeno in relazione al rischio specifico di incendio. Chi
si occupa della progettazione e dell'allestimento di simili eventi dovrebbe
operare secondo questa logica, utilizzando la normativa vigente come riscontro
della correttezza dei provvedimenti adottati. Si ritiene pertanto utile,
in questa sede, sintetizzare i principali fattori di rischio da considerare
e i provvedimenti necessari per minimizzarli, sempre alla luce delle norme
tecniche.
Fattore di rischio n°1:
l'affollamento
Una notevole concentrazione di persone, specialmente se agitate, è
di per sé un rischio che può rivelarsi in maniera autonoma
o costituire fattore aggravante in caso di sinistro. La norma prescrive
che i posti siano assegnati in modo da lasciare libere le vie di esodo e
le aree dove sono collocati i mezzi di protezione; si devono rendere
inaccessibili al pubblico i quadri elettrici, i posti di controllo e in generale
tutte le postazioni ad uso esclusivo del personale addetto
all'organizzazione. Tutti gli ingressi e le uscite (non solo quelle
di emergenza) devono essere permanentemente illuminati (con un minimo di
5 luci) e proporzionati all'affollamento previsto; è bene ricordare
che, in caso di emergenza, la maggior parte delle persone tenderà
a utilizzare per uscire la stessa porta che ha usato per entrare; anche per
questo motivo un annuncio che inviti a prendere visione delle uscite di emergenza
prima dell'inizio dello spettacolo costituisce un'utile misura di informazione.
Fattore di rischio n°2: le strutture
A parte le manifestazioni che si svolgono all'interno di teatri o altre strutture
permanenti, laddove vengano utilizzate strutture provvisorie è necessario
che queste presentino caratteristiche di stabilità e di comportamento
al fuoco e simili a quelle delle strutture permanenti. In particolare,
tutte le strutture portanti devono essere incombustibili e assicurare la
loro integrità anche sotto l'azione prolungata del fuoco (almeno 120
minuti), i teloni di copertura o di partizione devono avere classe di reazione
al fuoco non superiore a 1 (classe 2 per i teloni non autoportanti); tutte
le strutture esterne (coperture, pareti divisorie) e interne (palco, gradinate,
attrezzature scenografiche e simili) devono essere installate in conformità
a un progetto firmato da un tecnico abilitato e collaudate al termine del
montaggio.
Fattore di rischio n°3: gli impianti
Una potenza elettrica più o meno importante è sempre utilizzata
negli spettacoli; inoltre, i componenti utilizzati per gli impianti di
utilizzazione subiscono un notevole stress causato da frequenti montaggi
e smontaggi, funzionamento non a regime ecc., con conseguente accorciamento
della loro vita utile, la manutenzione e il controllo dell'attrezzatura sono
pertanto fondamentali per operare in sicurezza; da questo punto di vista,
l'industria ci viene incontro mettendo a disposizione materiali e componenti
studiati specificamente per lo spettacolo che (se utilizzati correttamente)
forniscono adeguate garanzie di sicurezza. I responsabili
dell'organizzazione dovrebbero inoltre vigilare sul corretto montaggio di
tutte le attrezzature scenografiche, verificare l'ancoraggio delle
apparecchiature illuminotecniche e di diffusione del suono nonché
la corretta posa dei cavi.
Misure di difesa e protezione
antincendio
Ogni manifestazione deve essere presidiata da una squadra di pronto intervento
antincendio formata da un numero adeguato di persone (minimo 5) opportunamente
addestrate e dotata di idonei mezzi di estinzione. In relazione a questi
ultimi, si ricorda che non si possono utilizzare estintori precaricati la
cui ultima revisione risalga a più di sei mesi addietro; la carica
tipica per questi estintori è quella tipo A-B-C, ovvero idonea per
l'estinzione di tutti i fuochi con l'esclusione di quelli prodotti da polveri
metalliche. L'ubicazione dei presidi antincendio deve essere segnalata
permanentemente e in modo inequivocabile utilizzando la segnaletica riportata
nel seguito; sempre nel seguito vengono proposti i più diffusi mezzi
di estinzione a uso della squadra antincendio.
Conclusioni
Comportamento al fuoco dei materiali impiegati nella realizzazione dei
locali di pubblico spettacolo
Sono considerati locali di pubblico spettacolo soggetti a controllo da parte
dei Vigili del Fuoco quelli con capienza di almeno 100 persone. Per
l'apertura e l'esercizio di questi locali sono previste precise procedure
di autorizzazione e sorveglianza da parte degli Enti preposti alla verifica
delle condizioni di sicurezza. In questa pagina vengono esaminate le
caratteristiche di comportamento nei confronti del fuoco che la normativa
richiede ai materiali destinati a essere impiegati nella costruzione e
nell'allestimento dei locali di pubblico spettacolo. La normativa tecnica
Premesso che, tanto la legislazione quanto la normativa tecnica sono in continua
evoluzione, in conseguenza degli inevitabili progressi tecnici e scientifici
che coinvolgono la prevenzione incendi, è tuttavia possibile tracciare
un quadro abbastanza preciso dei criteri da seguire nella costruzione delle
strutture destinate a ospitare attività soggette al controllo dei
Vigili del Fuoco; in particolare, i locali di pubblico spettacolo.
Esiste un notevole corpo normativo riguardante le caratteristiche comportamentali
dei materiali nei confronti del fuoco; esso coinvolge tanto gli aspetti legati
alla reazione del fuoco quanto gli aspetti legati alla resistenza al
fuoco. Queste sono due caratteristiche ben diverse fra loro, ma spesso
confuse; è assolutamente necessario ricordare che le caratteristiche
di reazione al fuoco competono ai materiali e in particolare al loro grado
di partecipazione alla combustione, le caratteristiche di resistenza competono
agli elementi strutturali e denotano la capacità di questi ultimi
di conservare la loro integrità anche quando sono aggrediti dal
fuoco. Le norme principali in merito alle caratteristiche di reazione
al fuoco e ai metodi per determinarle, sono le seguenti:
-
UNI 8546, UNI8547: "metodi per la determinazione della reazione al fuoco
dei materiali suscettibili ad essere investiti su una o entrambe le facce".
-
UNI 8068: "metodo per la determinazione della reazione al fuoco su materiali
plastici a struttura cellulare".
-
UNI ISO 1182: "metodo di verifica dell'incombustibilità per materiali
edili".
-
UNI 9174: "come le UNI 8546 e UNI 8547 ma in presenza di calore radiante".
-
UNI 9177: "classificazione di reazione al fuoco dei materiali combustibili".
Le norme principali riguardanti la determinazione delle caratteristiche di
resistenza al fuoco sono le seguenti:
-
UNI 7678 e successivo FA 100-83: "determinazione delle caratteristiche di
resistenza al fuoco per gli elementi strutturali".
-
UNI 9723: "determinazione delle caratteristiche di resistenza al fuoco per
le porte".
Classificazione dei materiali
La valutazione delle caratteristiche di reazione al fuoco dei materiali viene
eseguita mediante le procedure di prova unificate svolte nei laboratori
accreditati presso il Ministero dell'Interno, i parametri considerati per
determinare il livello di comportamento dei materiali sono i seguenti:
-
Velocità di propagazione della fiamma: si misura in mm/min grazie
a dei traguardi ottici posti sulla superficie dei materiali;
-
Zona danneggiata: area interessata dalla combustione ove il materiale ha
perso le sue caratteristiche nominali;
-
Tempo di post-combustione: tempo per il quale il materiale continua a bruciare
dopo che è stata spenta la fiamma pilota;
-
Tempo di post-incandescenza: tempo di permanenza della brace dopo che è
stata spenta la fiamma pilota;
-
Gocciolamento: fenomeno di distacco di gocce o parti infiammate.
Per ognuno dei parametri sopra elencati vengono fissati tre livelli di
riferimento; moltiplicando tali livelli per i rispettivi coefficienti
maggiorativi (dipendenti anche dalla modalità di impiego e di posa)
e sommandoli si ottiene un numero di riferimento che consente di attribuire
una Categoria (non la Classe) compresa tra 0 e 4 al materiale sottoposto
alla prova. Ogni campione di materiale esaminato viene corredato di
un resoconto di prova che deve contenere tutti i risultati sperimentali con
i quali è stata determinata la categoria. L'attribuzione della
Classe di Reazione al Fuoco viene fatta seguendo le indicazioni della Norma
UNI 9177. A parte la Classe 0, riservata ai materiali non combustibili,
esistono 5 classi di reazione che identificano materiali con grado di
partecipazione alla combustione crescente.
Classificazione degli elementi strutturali
Mentre la classificazione dei singoli materiali serve a determinare se e
in quale misura la loro presenza può contribuire ad alimentare un
incendio, la classificazione degli elementi strutturali mira a determinare
il grado di resistenza meccanica e di isolamento termico delle strutture
di separazione tra i locali, parametro importante per valutare il contenimento
della propagazione delle fiamme. Anche in questo caso, i laboratori
accreditati sono in grado di eseguire le prove descritte dalle Norme e attribuire
agli elementi strutturali e agli accessori (quali, per esempio, le porte)
un indice che ne qualifichi il tempo di resistenza nelle condizioni di
prova. I parametri che vengono considerati sono: RE, la stabilità
dimensionale e la tenuta al fuoco e al fumo; I, l'isolamento termico.
Un elemento (porta) classificato REI 120 è in grado di conservare
la sua integrità strutturale e non consentire il passaggio di fuoco,
fumo e calore per almeno 120 minuti.
La legislazione vigente
Ora che le classificazioni dei materiali e degli elementi strutturali sono
state acquisite, siamo in grado di leggere e interpretare le disposizioni
di Legge sul rispetto delle quali sono tenute a vigilare le apposite Commissioni
Provinciali. Come è già accennato, dal 1951 (anno di
pubblicazione della Circolare 16) ai giorni nostri, la legislazione ha subito
vari aggiornamenti in particolare fino al 1983, anno a cui risale il D.M.
6 luglio 1983 "Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali
da impiegarsi nella struttura di teatri, cinematografi ed altri locali di
pubblico spettacolo in genere", che attualmente vige sulla forma modificata
e integrata nel 1995 (GU 05/07/1995). Nella progettazione di un locale
di pubblico spettacolo, bisogna innanzitutto determinare il carico di incendio
dei diversi comportamenti in cui esso è divisibile facendo uso delle
indicazioni e delle formule riportate nella famosa "Circolare 91 del 1961;
il valore del carico di incendio costituisce infatti il numero guida per
fissare le caratteristiche minime di resistenza al fuoco degli elementi
strutturali e degli elementi di chiusura. Riguardo le caratteristiche
di reazione al fuoco dei materiali di rivestimento e di arredo, il Decreto
prescrive quanto segue: atri, corridoi, scale e passaggi in genere: materiali
di classe 0. Per tutti gli altri locali: pavimenti suscettibili di prendere
fuoco su entrambe le facce almeno di Classe 1. Poltrone e mobili imbottiti:
minimo di Classe 1 IM (classe pertinente solo agli imbottiti) con materiali
di rivestimento esterno di Classe 1. I materiali di rivestimento devono
essere posti in opera in aderenza agli elementi strutturali non combustibili,
è consentita la presenza di intercapedini purché riempite
internamente di materiale incombustibile. Qualora vengano impiegati
accorgimenti e/o dispositivi in grado di migliorare le condizioni di sicurezza
del locale rispetto a quanto indicato dallo stesso D.M. 6 luglio 1983 e nella
Circolare 16/1951, (come per esempio, evacuatori di fumo e calore, rilevatori
di incendio, impianti di spegnimento automatici e simili) sarà possibile
utilizzare materiali di Classe 1, 2 o 3 in luogo delle Classi 0, 1 e 2, ma
i tendaggi dovranno in ogni caso essere di Classe 1. Eventuali lucernai
dovranno avere i vetri dotati di rete di sicurezza oppure realizzati con
materiali di Classe 1; il palcoscenico può avere il pavimento in legno,
ma altrove tale pavimento può essere ammesso solo se fissato stabilmente
a un supporto non combustibile o rivestite di materiale non combustibile.
Per i materiali coreografici e di scena è normalmente ammessa la Classe
2, ma, in presenza di accorgimenti migliorativi della sicurezza e con presa
di responsabilità da parte dell'esercente, sono consentite anche classi
superiori.
L'organizzazione di un evento live è sempre una combinazione molto
complessa di arte, tecnica e burocrazia; i diritti di tutela per tutti colore
che, direttamente o indirettamente, ne sono coinvolti, vanno rispettati e
le assunzioni di responsabilità vanno fatte con cognizione di
causa. I compiti della Commissione di Vigilanza sono finalizzati a
garantire il rispetto delle Norme di Sicurezza nell'interesse di tutti e
in questo senso devono essere intesi.